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Perché leggere con i bambini e le bambine?

Lo scorso 23 aprile, in occasione della giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, l’intera comunità dei lettori, nazionale ed internazionale, ha ribadito le incredibili potenzialità del libro e della lettura sulle persone di qualsiasi età. In Italia ancora oggi la percentuale di lettori è molto bassa, circa il 40% della popolazione; questo dato è in stretta correlazione con le scarse competenze di lettura e comprensione di un testo scritto: attualmente l’Italia vanta, purtroppo, una delle percentuali più alte in Europa, circa il 28%. Cosa possiamo fare noi adulti per promuovere una rieducazione alla lettura, che parta sin dalla primissima infanzia e si intrecci lungo tutto il corso della vita?

Perché leggere ad alta voce?

Leggere con i bambini è prima di tutto un’esperienza di condivisione e relazione, dove l’adulto e il bambino si incontrano, scoprendo il piacere di stare insieme attraverso la lettura. La condivisione del libro, accompagnata dallo scambio di sguardi, dalle carezze, dai sorrisi e da una maggiore predisposizione ad accogliere le richieste del bambino, sostiene la formazione dell’attaccamento, tassello essenziale per la crescita del piccolo, fondamentale per l’acquisizione del senso di sicurezza, ingrediente essenziale per esplorare e vivere il mondo circostante in autonomia. 

Un adulto che legge permette al bambino di accedere a pubblicazioni delle quali, senza la sua mediazione, non avrebbe potuto fruire. La narrazione di storie stimola la costruzione di immagini mentali, nutrendo la fantasia e la creatività. Quest’ultima è alla base del pensiero divergente, utilissimo nella risoluzione dei problemi. Inoltre affiancare emozioni positive al momento della lettura ad alta voce stimola l’apprendimento. Reiterare questa pratica nel tempo costruirà un’abitudine che, nel corso degli anni, potrà diventare uno schema d’azione abituale. 

Anche il linguaggio ne giova: leggere ad alta voce espone il bambino ad un numero notevolmente maggiore di suoni e parole, contribuendo all’acquisizione di un vocabolario ricco e vario. In particolare leggere sostiene l’acquisizione delle competenze metafonologiche, ovvero la consapevolezza della struttura del suono e del linguaggio orale, favorendo di fatto, attraverso quest’ultimo, la possibilità di esprimere la realtà. 

Da un punto di vista relazionale, leggere storie e racconti con i bambini apre naturalmente le porte all’empatia, la capacità di comprendere l’altro, i suoi sentimenti e i suoi stati d’animo, senza esserne travolti. I bambini sin da piccolissimi si immedesimano e si riconoscono nei racconti dei protagonisti, vivendo indirettamente le loro emozioni ed esperienze. Il riconoscimento dell’emozioni proprie e altrui costituisce un passaggio imprescindibile per la costituzione della competenza sociale. Per tale ragione, è sconsigliabile l’uso dell’albo illustrato come ricetta infallibile per affrontare possibili difficoltà evolutive dei piccoli: molto spesso non porta a buon frutto. Soprattutto nell’ultimo periodo sono numerose le pubblicazioni rivolte all’infanzia che trattano temi complessi, come ad esempio le emozioni, offrendo ai lettori uno spaccato piatto e univoco. Sarebbe meglio preferire storie che, seppure nella loro semplicità, portino un vissuto plurale, anche del medesimo aspetto esistenziale, proprio come nella quotidianità. 

Dove, quando e come leggere con i piccoli

Non esiste un luogo migliore di un altro per leggere con i piccoli, sebbene dedicare un piccolo angolo della casa, magari morbido, comodo e accogliente può favorire l’attenzione e il piacere di leggere. Alcuni accorgimenti possono migliorare l’atmosfera e la disponibilità all’ascolto: spegnere la televisione o cambiare stanza, se ci sono adulti intenti in altre conversazioni. Ogni momento può essere favorevole: sfatiamo il mito della lettura solo prima di dormire, purché l’adulto non abbia fretta e entrambi abbiano voglia di condividere questo momento. Il cruccio di molti genitori ed educatori è pensare di non essere capaci di leggere le storie per i loro piccoli. Non è necessario saper recitare; leggere con naturalezza, rispettando le pause, scandendo le parole, attiverà l’interesse dei piccoli soprattutto se l’adulto sarà in grado di adattare la lettura alle esigenze dei bambini.

Come scegliere il libro giusto

Leggere con i bambini fin dai primi mesi di vita è possibile, attraverso la scelta della giusta pubblicazione. Si possono proporre libri morbidi in stoffa o tattili per i più piccini, proseguendo con albi cartonati forti e resistenti agli urti (12-24 mesi) per poi giungere, già dai tre anni di età, alle pagine di carta leggera. Per la scelta delle storie l’adulto può far riferimento agli interessi e ai gusti del piccolo, alla lunghezza della storia, agli elementi di famigliarità e quelli di novità. Le illustrazioni determinano, in concerto con la coerenza della storia e il materiale, la qualità del prodotto finale. Illustrazioni su fondo chiaro, tratti definiti e puliti, colori non accecanti, in particolare per la prima infanzia, costituiscono elementi imprescindibili per l’acquisto.

Promuovere la lettura ad alta voce a casa, nei servizi per l’infanzia e a scuola è un’opportunità per noi adulti e per i bambini, che non possiamo non cogliere.  Il potere nutriente ed accrescitivo di un libro attraversa trasversalmente le età, le culture e le diversità apportando beneficio a tutti coloro che ne possono usufruire.

Seguono alcune indicazioni bibliografiche sul tema, fruibili da genitori e dagli addetti ai lavori:

B. Tognolini, R. Valentino Merletti, Leggimi forte, Salani Editore.

G. Cozza, Me lo leggi, il leone verde.

S. Vecchini, Una frescura al centro del petto, Topipittori

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